In carcere con l’ergastolo…però è su Facebook

Dieci anni fa aveva sgozzato con una bottiglia rotta Tony Harrington, 19 anni. Lui, Andrew McVicar, ne aveva appena 15. Condannato addirittura all’ergastolo e rinchiuso nella Ford Open Prison nel West Sussex, in Gran Bretagna, McVicar avrebbe dovuto essere sorvegliato strettamente: non è stato così.
Dietro le sbarre, infatti si era fatto scattare delle foto e le aveva caricate su Facebook, sulla pagina creata da lui. Com’è possibile che un detenuto all’ergastolo possa usare internet? Dopo le proteste proprio su Facebook e quelle dei familiari della vittima, la pagina è stata rimossa.
E se le guardie carcerarie pensano che potesse avere un telefonino con il quale scattare le foto e usare Facebook, nessuna prova è venuta fuori per verificare effettivamente l’ipotesi. «Mi sono sentita male quando ho visto la sua faccia. E’ stato come un calcio nei denti», ha detto Julie Sinfield, la madre della vittima. Il ministro della Giustizia, interpellato da The Sun, ha detto: «I carcerati non hanno l’accesso a internet, eccetto circostanze eccezionali e controllate».
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